giovedì 10 novembre 2011

15 MARZO 2009, ASTON VILLA VS TOTTENHAM - GLI SPERONI CI PUNGONO DUE VOLTE

ASTON VILLA 1
TOTTENHAM 2

Marcatori: Jenas (T), Bent (T), Carew (AV)

Eccomi quà per il resoconto della mia seconda volta al Villa Park, la prima da Latin Lion, tifoso ufficiale del Villa con tanto di tessera di appartenenza al club.
Come al solito, partendo da Bergamo è sempre un pò un odissea, non essendoci il volo diretto per Birmingham, atterriamo venerdì mattina a East Midlands, siamo in cinque : il sottoscritto, mio figlio Manuel, Sergio con il figlio Luca e il mio carissimo amico Massimo.
La gara in questione è Aston Villa vs Tottenham, per far contenti Massimo, Sergio e Luca, sostenitori degli Spurs.
Dopo i soliti controlli in aeroporto e qualche sigaretta veloce, partiamo in taxi verso Birmingham, obbiettivo arrivare al più presto possibile al Villa Park per ritirare i biglietti della partita (che si disputa domenica 15 marzo 2009) e possibilmente incontrare Alan Perrins, il coordinatore di tutti i club organizzati di fede Claret and Blue.
Un piccolo contrattempo (le nostre camere non erano ancora pronte), ci trattiene in hotel a Birmingham più del dovuto.
Piantiamo lì i bagagli e via a perdifiato alla stazione di New Street, doveacquistiamo cinque biglietti per Witton Station e saltiamo sul treno che ci porterà al Villa Park.
Una volta fuori dalla stazione,ci incamminiamo per la Witton Road e arrivati a Witton Cross, l'incrocio che collega Witton Road con Aston Lane e Witton Lane, ecco che vediamo spuntare all'orizzonte il nostro bellissimo stadio.

 Sergio, Luca e Manuel, restano senza parole, essendo per loro la prima volta. Si guardano tra di loro estasiati, mentre io e Massimo, pur essendoci già stati fatichiamo a nascondere una certa agitazione.
La solita "quintalata" di foto e dopo aver acquistato alcuni gadget al Villa Store, puntiamo dritti alla reception della North Stand. Entriamo senza nessun problema, mi presento come membro dei Latin Lions e subito la ragazza alla scrivania mi stampa in faccia un gran sorriso. Chiedo di Alan ma purtroppo mi dicono che non c'è...spiacevole notizia, ma quella buona ( non avevo nessun dubbio) è che ha lasciato sulla scrivania nel suo ufficio una busta per noi con dentro i tickets della partita, bingoooo !!!
La ragazza chiama qualcuno al telefono e dopo alcuni istanti ci consegnano i biglietti.

Domando se è possibile scattare alcune foto a dei trofei esposti in una bacheca e mi rispondono," Certo fate pure è tutto ok". Ringraziamo un migliaio di volte i presenti,dicendogli di salutare e ringraziare per noi il mitico Alan.
Fuori dalla reception, l'occhio cade all'ingresso dell'Academy di Gordon Cowans, dentro ci sono alcuni ragazzini che si stanno allenando, ancora qualche foto alla struttura e via a cacciarci nel pub nei pressi dello stadio, naturalmente i ragazzi bevono coca, noi only Guinness.
Il giorno dopo visita di rito alla città, una maratona, di 12 ore cercando di esplorare i luoghi che non avevo visto la volta precedente, riuscendo ad apprezzare ancor di più "The second city of England".
Addirittura, la sera, in un ristorante di Birmingham abbiamo la fortuna d'imbatterci in Martin Laursen, ex calciatore di Verona e Milan ed indimenticato capitano del Villa, prima che l'ennesimo infortunio al ginocchio ponesse fine alla sua carriera durante i suoi anni migliori con la maglia claret & blue.
Finalmente è domenica, il giorno della partita, a mezzogiorno siamo già allo stadio, continuiamo a guardarci intorno, increduli del movimento di mezzi e persone che incominciano ad affluire, arrivano i primi tifosi degli Spurs e s'infilano dritti nel pub dov'eravamo stati l'altra sera, stavolta gli ingressi sono separati da una parte i tifosi locali e dall'altra gli ospiti.
Mi squilla il cellulare, guardo il numero e vedo che proviene da UK è Steve, un mio amico conosciuto su facebook...lui è tifosissimo degli Spurs. Dove sei dove non sei e mi piomba addosso abbracciandomi come un fratello " Hi Salvatori, how are you my friend ?".
Per la serie quando il tifo non ha confini, entriamo insieme nel pub dalla parte dei Villans, lui non porta nessuna insegna vistosa del Tottenham se non una felpa di color verde con una maglietta recante una spilletta degli Spurs (che poi regalerà a Massimo come ringraziamento per la sua fede Spurs) ed anche gli altri che sono con lui passano inosservati in mezzo al casino.
Chiacchieriamo del più e del meno con le Guinness in mano (ma che fatica capire il suo slang,qualcosa mi sfugge e lui ride) ma la cosa che mi fà piu specie e che sul retro del pub c'è una specie di giardino dove entrambe le tifoserie sono a contatto l'una con l'altra. Mi chiedo come fosse possibile, all'ingresso separati e dopo tutti insieme come vecchi amici ?
Da noi in Italia, penso che una cosa così non potrebbe mai accadere, se non in qualche match dove le tifoserie sono gemellate.
Gli Yids, belli pieni di birra, cominciano a cantare, con i nostri intenti a bersi le loro birre e a guardarli senza battere ciglio, come se già nell'aria si fosse avvertito quello che sarebbe stato il risultato finale della partita.
Premetto che all'esterno del locale vi erano parecchi Old Bill pronti ad intervenire comunque. Manca mezzora all'inizio del match, ci salutiamo con Steve che, con i suoi amici s'incammina verso il Villa Park dalla parte sinistra della strada, io e gli altri Villans ci mettiamo in marcia dal lato opposto.
Entrambi i gruppi di tifosi arriviamo allo stadio quasi assieme, noi cinque andiamo in Trinity Road mentre gli Spurs si dirigono nel settore ospiti entrando dalla parte della Doug Ellis Stand.
Comincia la partita, la Holte End, la "curva" più grande d'Inghilterra, canta e i tifosi ospiti, almeno 3.000 rispondono con i loro cori, segna il Tottenham ed il grido degli Yids si alza alto nel cielo di Birmingham, i nostri provano ad incoraggiare il Villa con cori altrettanto potenti ma dopo il secondo gol del Tottenham, tutto sembra svanire.
Ora si odono solo mugugni all'indirizzo della squadra ma l'obbiettivo principale sembra essere Martin O'Neill, reo di non aver fatto nessun cambio fino a quel momento, almeno mi sembra di capire così.
Gli Yids sono al settimo cielo, intonano "Don't you sing  anymore" (Non cantate più), classico coro di scherno cantato negli stadi dalle opposte tifoserie.
L'atmosfera è mesta, il malcontento va avanti fino a sei minuti dalla fine quando il gol dell'acclamato John Carew sembra ridare fiato alle trombe della tifoseria locale ma è solo una speranza, che resta tale fino al termine del l'incontro. Puniti da Jenas e Bent che negli anni a venire vestiranno la maglia claret & blue.
Concludendo, risultato a parte, che ancora una volta dopo il Sunderland mi vede sconfitto (comincio a pensare di portare sfiga) devo dire che ci siamo proprio divertiti, è stata una tre giorni meravigliosa e tutto questo è stato possibile grazie ai Latin Lions con in testa il nostro grande Presidente Stefano ed al mitico Alan Perrins.
"Bye Bye Birmingham, I'll see you the next time !"

22 MARZO 2008, ASTON VILLA vs SUNDERLAND , IL MIO ESORDIO AL VILLA PARK


ASTON VILLA 0
SUNDERLAND 1
Marcatore: Chopra 87'

Finalmente, dopo anni di attesa e di partite viste alla tv, durante i quali la mia febbre da Villa fa registrare i massimi storici, decido che è il momento di andare, di partire per l' Inghilterra ed il Villa Park, fino ad allora entrambi sempre presenti nei miei sogni di amante del calcio d'oltremanica.
Pianifico tutto due mesi prima in maniera maniacale, non voglio farmi trovare impreparato all'appuntamento: reperisco informazioni da internet e dal sito ufficiale dell'Aston Villa, sul Villa Park, sui collegamenti con i mezzi di trasporto, gli orari dei treni e i voli per Birmingham, già i voli....
Piccolo problema, da Bergamo (io vivo in provincia) e precisamente dall'aeroporto di Orio al Serio, non ci sono aerei per "Brum" (nomignolo affibbiato dagli Inglesi alla seconda città d'Inghilterra), quindi cerco uno scalo abbastanza vicino e dal quale poter raggiungere la mia meta senza troppe peripezie.
Alla fine, fatti i dovuti conti delle distanze ed individuati i collegamenti per Birmingham, ne convengo che l'aeroporto di destinazione è East Midlands, scalo che serve le città di Derby, Nottingham e Leicester.
A questo punto si tratta di convincere qualcuno ad accompagnarmi in questa mia avventura, da solo come prima volta non me la sentivo e allo stesso tempo volevo rendere partecipe della mia gioia e delle mie emozioni, qualcuno a me vicino.
Dopo un rapido sondaggio in famiglia, dalla quale ricevo un bel due di picche, la mia scelta cade su Massimo, il mio più caro amico e con il quale divido la stessa passione per il calcio inglese, lui è tifoso interista (io rossonero) e simpatizza per il Tottenham.
Gli racconto delle mie intenzioni e gli espongo il mio programma per la trasferta, lui quasi più entusiasta di me accetta subito e mi dice che non vede l'ora di partire.
La scelta del match da vedere è un pò tribolata, "Non mi va di prendere freddo", dico a Max," Là non è come qua, il tempo è bastardo e allo stesso modo, reperire un paio di tickets per gli incontri con le "Big Four" sarebbe alquanto faticoso". Lui concorda e calendario della Premier League alla mano, decido di andare nel periodo di Pasqua, il match in programma è Aston Villa - Sunderland, due nobili del passato ( 7 Campionati, 7 FA Cup, 5 League Cup, 1 Charity Shield, 1 Coppa Campioni, 1 Supercoppa Europea ed 1 Coppa Intertoto per l'Aston Villa, 6 campionati, 2 FA Cup ed 1 Charity Shield per i Black Cats) in cerca di rinascita, dopo anni trascorsi tra luci ed ombre e con qualche capatina in Second Division (Championship), l'equivalente della Serie B italiana.
Il ticket d'ingresso
Acquisto i tickets per la partita online, direttamente dal sito del Villa, i quali mi arrivano a casa nel giro di una settimana e successivamente prenoto hotel e il volo da Bergamo a East Midlands con Ryanair.
Partiamo venerdi 21 marzo intorno alle 10.00, ci accompagna all'aeroporto la mia cara mogliettina (che diventerà negli anni successivi il portafortuna dei Latin Lions, due presenze al Villa Park e due vittorie).
Tocchiamo il sacro suolo inglese dopo circa 1,30 di volo, in perfetto orario ma ad attenderci come era nelle previsioni, un tempo non troppo clemente: vento gelido e pioggerellina in perfetto british weather !!!
Matchday Programme
Poco male, è troppa l'eccitazione per sentire il freddo addosso, dopo i rigidi controlli di rito al momento dello sbarco, ci dirigiamo verso il banco dei taxi e ne prenotiamo uno, destinazione Derby Rail Station, la stazione dei treni, costo circa 30 euro per uno quindicina di km, alla faccia !!!
Durante il tragitto scambio qualche chiacchiera con il tassista, lui mi dice che in Italia ci sono molti top team e mi chiede qual'è il motivo che ci ha portati fin li per assistere ad una partita di calcio.
Cerco di spiegargli la mia passione per il Villa ed il calcio inglese in generale, lui annuisce e sembra capire.
Ad un km dalla stazione di Derby, mi indica di guardare alla mia sinistra ed io esclamo " Pride ParK, lo stadio del Derby County" il tassista sorride e capisce che sono un intenditore.

Pride Park , lo stadio del Derby County
Arrivati alla stazione, ci buttiamo dentro di corsa e dopo un rapido sguardo al tabellone degli orari dei treni, facciamo i tickets (altra mazzata !!!) e saltiamo di corsa su quello che va a Birmingham New Street (la stazione principale di Brum), 50 minuti di viaggio per 55 km, tale è la distanza che separa Derby da Birmingham).
In prossimità della seconda città d'Inghilterra, si scatena una vera e propria tempesta, vento e acqua mista a neve (porca troia, siamo alla fine di marzo). "Pensa se fossimo venuti a gennaio o febbraio" dico a Massimo, che fa una faccia come per dire..." Minchia !!!"
Il nostro hotel
Forunatamente appena giù dal treno, la tempesta sembra rallentare e l'hotel da me scelto è proprio di fronte alla stazione; un'occhiata veloce per orientarci e puntiamo dritti verso l'albergo, una struttura non proprio modernissima (almeno da fuori) ma che rispecchia nel modo migliore le vecchie costruzioni inglesi in mattoncini rossi dell'epoca vittoriana.
C'è tutto quel che serve, rigorosamente british, perfino il pavimento di legno ricoperto da una moquet bordeaux (manco a farlo apposta quello del Villa) che scricchiola sotto il nostro dolce peso !!!
La fame comincia a farsi sentire e una volta sistemati i bagagli in camera, si parte alla ricerca di un posto dove mangiare qualcosa.
L'occhio cade su un pub dove oltre a servire da bere, fanno anche qualcosa da mangiare.
All'esterno un ragazzo di colore cerca d'ingannare il buttafori (un omone di 100 kg ), sulla sua età per poter entrare, ci prova a più riprese ma l'impassibile guardiano alla fine lo allontana definitivamente.
Una volta dentro ci sediamo in un angolo e dopo un veloce sguardo al menù optiamo per il famoso fish and chips (merluzzo impanato e fritto con patatine) per l'occasione servito anche con dei piselli e due pinte di birra.
A questo punto bisogna ordinare ma visto che il cameriere ci mette un pò ad arrivare e la fame è tanta, decido di andare al banco e fare l'ordinazione.
Nei pressi del bancone, faccio il mio primo incontro "ravvicinato" con la gente del posto: nel muovermi a fatica tra gli astanti che affollano il locale, vado addosso accidentalmente ad un tizio di almeno due metri e gli rovescio la pinta di birra che teneva in mano, apriti cielo !!!
"E adesso che faccio", ho pensato, questo mi prende e mi stritola ed invece me la cavo con qualche fuck... ed altre parole come " guarda dove metti i piedi imbranato ".
Mi scuso una decina di volte e con l'aiuto del barman riesco a prendere l'agognato cibo.
Una volta di ritorno al tavolo, col pericolo ormai scampato, racconto tutto a Massimo e...giù a ridere tutti e due.
Finito di mangiare ci muoviamo per le vie del centro, un fugace sguardo mi fa capire che la città è carina, certo non è Londra (fino a quel momento vista solo in cartolina o in tv) ma veramente non manca nulla e visto che è buio decidiamo di incamminarci verso l'albergo rimandando alla mattina dopo una visita più approfondita della città.
Sulla via del ritorno, ci viene una gran sete e decidiamo così di fare una capatina in un pub " The Crown", nelle vicinanze del nostro hotel.
L'interno non è dei più confortevoli, qualche tavolo sparso qua e là ed in un angolo una specie di palchetto, dove a turno con l'ausilio di musica live si esibiscono in una specie di karaoke i personaggi più strani è più "bevuti" del locale, ci facciamo un paio di birre e poi a nanna, domani è il matchday, il grande giorno.
Riguardo al pub, scoprirò negli anni successivi, di trattarsi di una specie di ritrovo dei tifosi del Birmingham City, gli Zulu Warriors, arcirivali dell' Aston Villa, praticamente ero finito a mia insaputa nella tana del lupo ma per fortuna senza conseguenze. 
Finalmente è il giorno della partita, ci svegliamo di buon'ora e dopo aver fatto un'abbondante colazione in albergo, si parte in visita alla città, per quello che riesci a vedere in una mattina in una città di un milione di abitanti.
Diciamo che le cose essenziali e più carine non ce le facciam sfuggire: dal famoso centro commerciale Bullring a Victoria Square, dalla zona dei canali (bellissima ma non è Venezia) e Centenary Square, alla centralissima New Street e la via dei negozi Corporation Street, la bellissima chiesa di St. Martin fino alla via più in di Birmingham, Broad Street con tutti i suoi locali notturni e posti famosi della movida di Birmingham.
C'è anche una "Walk of Stars" che fa il verso a quella hollywoodiana, con impresse sul marciapiede delle stelle, recanti i nomi di personaggi illustri che hanno vissuto o sono nati a Birmingham e dintorni, tra i quali i più illustri sono quelli di Ozzy Osbourne e Toni Iommi dei Black Sabbath.
Di recente collocazione spicca la stella dell'Aston Villa campione d'Europa nel 1982.
Dopo qualche foto di rito (centinaia), torniamo verso la stazione dei treni, dove, dopo aver buttato un occhio al tabellone degli orari e delle partenze, saltiamo sul treno che va a Walsall, destinazione Witton, 5 minuti a piedi dal Villa Park.
Arrivati nei pressi dello stadio, notiamo che le strade intorno cominciano a popolarsi di tifosi del Villa di tutte le età, dai più piccini fino alle nonne e nonni con indosso la maglia della loro squadra del cuore e questa per noi italiani è una grossa novità.
Manca ancora un pò all'inizio dell'incontro ma alla vista del Villa Park, mi emoziono come un bambino, il sogno cullato per tanto tempo diventa realtà.
Mi gusto tutti i particolari e lo stesso fa Massimo, le foto si sprecano e dopo aver trangugiato un paio di hamburger e le solite birre decidiamo di entrare.
Passiamo i vecchi tornelli di sicurezza e siamo dentro.
Mi tremano le gambe mentre faccio le scale per raggiungere i nostri posti in Trinity Road Stand ed una volta arrivati a destinazione lo stupore s'impadronisce di noi.

Bellissimo, un vero e proprio gioiello incastonato nell'erba più verde di tutta l' Inghilterra.
I tifosi cominciano ad affluire ed iniziano a cantare, io dietro a loro ( alcune canzoni le avevo studiate mesi prima).
Comincia la partita, lo stadio è stracolmo di gente che tifa e canta ininterrottamente ma il match per il Villa è duro, il Sunderland è un avversario ostico, tiene bene tutta la partita, anzi a 3 minuti dalla fine Michael Chopra ci punisce, segnando la rete dopo un pasticcio difensivo del Villa che da la vittoria alla sua squadra. La delusione è tanta ma la felicità di esserci stato lo è ancor di più...