ASTON VILLA 0
SUNDERLAND 1
Marcatore: Chopra 87'
Finalmente, dopo anni di attesa e di partite viste alla tv, durante i quali la mia febbre da Villa fa registrare i massimi storici, decido che è il momento di andare, di partire per l' Inghilterra ed il Villa Park, fino ad allora entrambi sempre presenti nei miei sogni di amante del calcio d'oltremanica.
Pianifico tutto due mesi prima in maniera maniacale, non voglio farmi trovare impreparato all'appuntamento: reperisco informazioni da internet e dal sito ufficiale dell'Aston Villa, sul Villa Park, sui collegamenti con i mezzi di trasporto, gli orari dei treni e i voli per Birmingham, già i voli....
Piccolo problema, da Bergamo (io vivo in provincia) e precisamente dall'aeroporto di Orio al Serio, non ci sono aerei per "Brum" (nomignolo affibbiato dagli Inglesi alla seconda città d'Inghilterra), quindi cerco uno scalo abbastanza vicino e dal quale poter raggiungere la mia meta senza troppe peripezie.
Alla fine, fatti i dovuti conti delle distanze ed individuati i collegamenti per Birmingham, ne convengo che l'aeroporto di destinazione è East Midlands, scalo che serve le città di Derby, Nottingham e Leicester.
A questo punto si tratta di convincere qualcuno ad accompagnarmi in questa mia avventura, da solo come prima volta non me la sentivo e allo stesso tempo volevo rendere partecipe della mia gioia e delle mie emozioni, qualcuno a me vicino.
Dopo un rapido sondaggio in famiglia, dalla quale ricevo un bel due di picche, la mia scelta cade su Massimo, il mio più caro amico e con il quale divido la stessa passione per il calcio inglese, lui è tifoso interista (io rossonero) e simpatizza per il Tottenham.
Gli racconto delle mie intenzioni e gli espongo il mio programma per la trasferta, lui quasi più entusiasta di me accetta subito e mi dice che non vede l'ora di partire.
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| Il ticket d'ingresso |
Partiamo venerdi 21 marzo intorno alle 10.00, ci accompagna all'aeroporto la mia cara mogliettina (che diventerà negli anni successivi il portafortuna dei Latin Lions, due presenze al Villa Park e due vittorie).
Tocchiamo il sacro suolo inglese dopo circa 1,30 di volo, in perfetto orario ma ad attenderci come era nelle previsioni, un tempo non troppo clemente: vento gelido e pioggerellina in perfetto british weather !!!
Tocchiamo il sacro suolo inglese dopo circa 1,30 di volo, in perfetto orario ma ad attenderci come era nelle previsioni, un tempo non troppo clemente: vento gelido e pioggerellina in perfetto british weather !!!
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| Matchday Programme |
Durante il tragitto scambio qualche chiacchiera con il tassista, lui mi dice che in Italia ci sono molti top team e mi chiede qual'è il motivo che ci ha portati fin li per assistere ad una partita di calcio.
Cerco di spiegargli la mia passione per il Villa ed il calcio inglese in generale, lui annuisce e sembra capire.
Ad un km dalla stazione di Derby, mi indica di guardare alla mia sinistra ed io esclamo " Pride ParK, lo stadio del Derby County" il tassista sorride e capisce che sono un intenditore.
Arrivati alla stazione, ci buttiamo dentro di corsa e dopo un rapido sguardo al tabellone degli orari dei treni, facciamo i tickets (altra mazzata !!!) e saltiamo di corsa su quello che va a Birmingham New Street (la stazione principale di Brum), 50 minuti di viaggio per 55 km, tale è la distanza che separa Derby da Birmingham).
| Pride Park , lo stadio del Derby County |
In prossimità della seconda città d'Inghilterra, si scatena una vera e propria tempesta, vento e acqua mista a neve (porca troia, siamo alla fine di marzo). "Pensa se fossimo venuti a gennaio o febbraio" dico a Massimo, che fa una faccia come per dire..." Minchia !!!"
| Il nostro hotel |
C'è tutto quel che serve, rigorosamente british, perfino il pavimento di legno ricoperto da una moquet bordeaux (manco a farlo apposta quello del Villa) che scricchiola sotto il nostro dolce peso !!!
La fame comincia a farsi sentire e una volta sistemati i bagagli in camera, si parte alla ricerca di un posto dove mangiare qualcosa.
L'occhio cade su un pub dove oltre a servire da bere, fanno anche qualcosa da mangiare.
All'esterno un ragazzo di colore cerca d'ingannare il buttafori (un omone di 100 kg ), sulla sua età per poter entrare, ci prova a più riprese ma l'impassibile guardiano alla fine lo allontana definitivamente.
Una volta dentro ci sediamo in un angolo e dopo un veloce sguardo al menù optiamo per il famoso fish and chips (merluzzo impanato e fritto con patatine) per l'occasione servito anche con dei piselli e due pinte di birra.
A questo punto bisogna ordinare ma visto che il cameriere ci mette un pò ad arrivare e la fame è tanta, decido di andare al banco e fare l'ordinazione.
Nei pressi del bancone, faccio il mio primo incontro "ravvicinato" con la gente del posto: nel muovermi a fatica tra gli astanti che affollano il locale, vado addosso accidentalmente ad un tizio di almeno due metri e gli rovescio la pinta di birra che teneva in mano, apriti cielo !!!
"E adesso che faccio", ho pensato, questo mi prende e mi stritola ed invece me la cavo con qualche fuck... ed altre parole come " guarda dove metti i piedi imbranato ".
Mi scuso una decina di volte e con l'aiuto del barman riesco a prendere l'agognato cibo.
Una volta di ritorno al tavolo, col pericolo ormai scampato, racconto tutto a Massimo e...giù a ridere tutti e due.
Finito di mangiare ci muoviamo per le vie del centro, un fugace sguardo mi fa capire che la città è carina, certo non è Londra (fino a quel momento vista solo in cartolina o in tv) ma veramente non manca nulla e visto che è buio decidiamo di incamminarci verso l'albergo rimandando alla mattina dopo una visita più approfondita della città.
Sulla via del ritorno, ci viene una gran sete e decidiamo così di fare una capatina in un pub " The Crown", nelle vicinanze del nostro hotel.
L'interno non è dei più confortevoli, qualche tavolo sparso qua e là ed in un angolo una specie di palchetto, dove a turno con l'ausilio di musica live si esibiscono in una specie di karaoke i personaggi più strani è più "bevuti" del locale, ci facciamo un paio di birre e poi a nanna, domani è il matchday, il grande giorno.
Riguardo al pub, scoprirò negli anni successivi, di trattarsi di una specie di ritrovo dei tifosi del Birmingham City, gli Zulu Warriors, arcirivali dell' Aston Villa, praticamente ero finito a mia insaputa nella tana del lupo ma per fortuna senza conseguenze.
Finalmente è il giorno della partita, ci svegliamo di buon'ora e dopo aver fatto un'abbondante colazione in albergo, si parte in visita alla città, per quello che riesci a vedere in una mattina in una città di un milione di abitanti.
Diciamo che le cose essenziali e più carine non ce le facciam sfuggire: dal famoso centro commerciale Bullring a Victoria Square, dalla zona dei canali (bellissima ma non è Venezia) e Centenary Square, alla centralissima New Street e la via dei negozi Corporation Street, la bellissima chiesa di St. Martin fino alla via più in di Birmingham, Broad Street con tutti i suoi locali notturni e posti famosi della movida di Birmingham.
C'è anche una "Walk of Stars" che fa il verso a quella hollywoodiana, con impresse sul marciapiede delle stelle, recanti i nomi di personaggi illustri che hanno vissuto o sono nati a Birmingham e dintorni, tra i quali i più illustri sono quelli di Ozzy Osbourne e Toni Iommi dei Black Sabbath.
Di recente collocazione spicca la stella dell'Aston Villa campione d'Europa nel 1982.
Dopo qualche foto di rito (centinaia), torniamo verso la stazione dei treni, dove, dopo aver buttato un occhio al tabellone degli orari e delle partenze, saltiamo sul treno che va a Walsall, destinazione Witton, 5 minuti a piedi dal Villa Park.
Arrivati nei pressi dello stadio, notiamo che le strade intorno cominciano a popolarsi di tifosi del Villa di tutte le età, dai più piccini fino alle nonne e nonni con indosso la maglia della loro squadra del cuore e questa per noi italiani è una grossa novità.
Manca ancora un pò all'inizio dell'incontro ma alla vista del Villa Park, mi emoziono come un bambino, il sogno cullato per tanto tempo diventa realtà.
Mi gusto tutti i particolari e lo stesso fa Massimo, le foto si sprecano e dopo aver trangugiato un paio di hamburger e le solite birre decidiamo di entrare.
Passiamo i vecchi tornelli di sicurezza e siamo dentro.
Mi tremano le gambe mentre faccio le scale per raggiungere i nostri posti in Trinity Road Stand ed una volta arrivati a destinazione lo stupore s'impadronisce di noi.
Bellissimo, un vero e proprio gioiello incastonato nell'erba più verde di tutta l' Inghilterra.
I tifosi cominciano ad affluire ed iniziano a cantare, io dietro a loro ( alcune canzoni le avevo studiate mesi prima).
Comincia la partita, lo stadio è stracolmo di gente che tifa e canta ininterrottamente ma il match per il Villa è duro, il Sunderland è un avversario ostico, tiene bene tutta la partita, anzi a 3 minuti dalla fine Michael Chopra ci punisce, segnando la rete dopo un pasticcio difensivo del Villa che da la vittoria alla sua squadra. La delusione è tanta ma la felicità di esserci stato lo è ancor di più...


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